Il rigorismo del governatore

19 AGO 20
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Le posizioni d’inflessibile rigorismo del Governatore della Banca d’Italia lo rendono un ottimo candidato alla presidenza Bce di Germania e paesi nordeuropei. Anche per l’Italia? La politica di rientro dal debito decisa, sotto la spinta di Angela Merkel, dai governi dell’Unione Europea richiederà difficili sforzi di bilancio, che il nostro governo prevede di concentrare nel 2013 e nel 2014. Per statuto la Bce deve vigilare sull’inflazione ma la diminuzione del rapporto fra debito pubblico e Pil non è fra i suoi obiettivi istituzionali. La manovra dei tassi e la sua autorevolezza la mettono però in condizione d’esercitare grandi pressioni sui governi nazionali ed è meglio evitare che questo potere rafforzi una specifica posizione politica. Non si tratta di mettere in discussione la necessità di sane politiche di bilancio ma di guadagnare al paese margini di flessibilità. Se la crescita italiana continuasse a deludere, il governo dovrebbe rinegoziare la velocità di rientro dal debito in modo da renderla accettabile, oltre che a mercati e frau Angela, ai cittadini. Se possibile senza trovare ostacoli, inflazione permettendo, nelle posizioni di chi regge la Bce.